sabato 13 luglio 2019

Elenco dei Post e link ad alcune delle pagine in tema di Psichiatria Clinica

Il BLOG: La pagina iniziale, con i link a tutti i post in tema di psicoterapia e psicologia clinica.



Alcuni degli argomenti di Clinica Psichiatrica descritti nel blog:

Cosa è un Episodio di Maniacalità e quali sono i sintomi di tale condizione.

Il Gioco d'Azzardo Patologico: Il DGA (Disturbo da Gioco d’Azzardo – diversamente definito anche Azzardopatia, o Ludopatia) è – secondo il DSM V un comportamento di gioco problematico, ricorrente e persistente. Vi è nei giocatori patologici una elevata co-morbidità, la più studiata in letteratura è quella con i Disturbi da Uso di Sostanze. Oltrea questa, tuttavia, una elevata comorbidità si riscontraanche con i Disturbi dell’Umore e con i Disturbi d’Ansia. In tali casi, si è incerti se attribuire alla patologia concomitante il significato di concausa o conseguenza del comportamento di Gioco d’Azzardo.

La Tricotillomania
La caratteristica essenziale del disturbo "tricotillomania" è un ricorrente comportamento di strapparsi i capelli, con una conseguente rilevante perdita di capelli. Gli altri sintomi clinici sono un crescente senso di tensione prima dell'atto di strapparsi i capelli e un senso si piacere e gratificazione o sollievo dopo il gesto.
La patologia sembra essere più comune fra le donne che fra gli uomini. Potrebbe essere più comune di quanto si ritiene, soprattutto se si considera tricotillomania anche lo strapparsi i capelli senza senso di tensione prima del gesto e senza senso di sollievo dopo l'atto. I disturbi associati sono il disturbo ossessivo-compulsivo, la personalità ossessiva, il disturbo borderline e i la depressione.

I Cosiddetti "Disturbi Fittizi":  Il "disturbo fittizio" è "caratterizzato da sintomi fisici o psicologici che sono intenzionalmente prodotti o simulati... per assumere il ruo­lo di ammalato". In questi disturbi i pazienti producono intenzio­nalmente segni di disturbi medici o mentali e riferiscono in modo sbagliato la propria storia clinica e i sintomi relativi.
 L'unico obiettivo evidente del comportamento è di farsi considerare malato, senza un incentivo esterno.
Per molte persone, il ricovero stesso è l'obiettivo primario e spesso co­stituisce una modalità di vita.
I disturbi hanno una caratte­ristica compulsiva, ma i comportamenti sono considerati vo­lontari in quanto deliberati e diretti a uno scopo preciso, an­che se non possono essere controllati.



Il cosiddetto "Esaurimento Nervoso": II termine nevrastenia (o neuroastenia) venne introdotto nel XIX° secolo dal neuropsichiatra americano George Miller Beard, che lo utilizzò per indicare una condizione caratterizzata da fatica cronica e disabilità. (Leggi anche la pagina del sito sui disturbi depressivi). Il termine nevrastenia ("esaurimento nervoso") non viene usato molto spesso, ma appare nella letteratura psichiatrica ed è un'entità diagnostica inclusa nella decima revisione ICD-10.


La nevrastenia è caratterizzata da un'ampia varietà di segni e sintomi.
I reperti più comuni sono debolezza e fatica cronica, dolori e dolenzie e ansia generale o "nervosismo".



Le Sindromi Marginali (o Stati Limite in Psichiatria)Stati limite e sindromi marginali
La sindrome marginale è una condizione, intermedia tra due classi, che sfugge all'attribuzione decisa all'una o all'altra.
L'isolamento di queste en­tità cliniche dipende o dall'impossibilità di includerle nei quadri nosologici classici, o dal fatto che presen­tano presumibilmente un'eziologia multideterminata, o infine dalla presenza in profondità di conflitti di tipo psicotico mascherati in superficie da meccanismi di difesa di tipo nevrotico.


mercoledì 12 giugno 2019

Le principali pagine del Sito




Psicodinamica: La psicoterapia ad orientamento psicodinamico (diversamente definita anche come psicoterapia introspettiva, espressiva) si propone una modificazione strutturale della personalità.

 La terapia individuale è infatti una terapia psicologica ricostruttiva, che non mira tanto al riadattamento, quanto alla ricostruzione della personalità attraverso la ricognizione delle sue istanze inconsce ed una progressiva maturazione affettiva resa possibile dall'acquisita conoscenza di sé.

Ansia:  I disturbi d'ansia sono condizioni di sofferenza e di alterato funzionamento psichico che non hanno origine in una alterazione anatomica del sistema nervoso.

Depressione:  L'umore può essere normale, elevato o depresso. Nell'umore depresso, la gravità e le temporalità dei sintomi definiscono le varie forme di depressione, definite "maggiore" (o Endogena, o Grave), "Minore" (o Leggera, o Lieve) ed infine Distimia (come forma cronica).

Disturbi della personalità:  I disturbi di personalità sono definiti come esperienze soggettive e comportamenti persistenti che deviano dagli standard culturali, sono rigidamente pervasivi ed esordiscono nell'adolescenza o nella giovane età adulta, sono stabili nel tempo e conducono a infelicità e compromissione funzionale.

 Disturbi Bipolari: La manifestazione primaria del disturbo bipolare è l'alterazione dell'umore. I momenti di depressione dell'umore si alternano ad altri momenti di esaltazione dell'umore. Se le fasi depressive si alternano alla mania si parla di bipolare di tipo I. Se le fasi depressive si alternano ad episodi di tipo ipomaniacale si parla di Disturbo Bipolare di tipo II.

Disturbi ossessivo - compulsivi:  Già definito come psiconevrosi ossessiva, questo disturbo è caratteizzato dal ripetersi incessante di pensieri (ossessioni) che assillano il paziente oppure di azioni (compulsioni) che questi compie, senza riuscire a controllare o dominare la propria volontà, con lo scopo di scaricare l'ansia originata dal pensiero fisso.

Fobia semplice e fobia socialeLa Fobia Specifica (semplice) è  una paura forte e persistente di un oggetto o di una situazione. Le persone affette da fobie specifiche possono anticipare un danno, come l'essere morsicate da un cane, oppure possono essere colte dal panico al pensiero di perdere il controllo: ad esempio, se esse hanno paura di entrare in ascensore, possono anche temere di svenire una volta chiusa la porta.
La fobia sociale: la caratteristica principale di questo disturbo è la paura di agire, di fronte agli altri, in modo imbarazzante o umiliante oppure di ricevere giudizi negativi. Questa paura può portare chi soffre di fobia sociale ad evitare la maggior parte delle situazioni sociali, per la paura di comportarsi in modo sbagliato o di venir mal giudicati. Solitamente le situazioni più temute sono quelle che implicano la necessità di dover fare qualcosa davanti ad altre persone.
 
Stress: Acuto e Post-Traumatico:  Il DSM definisce il disturbo post-traumatico da stress come una configurazione di sintomi tipici che si manifestano dopo che una persona vede, è coinvolta oppure sente parlare di "un fattore stressante estremamente traumatico". Oltre al Disturbo Post-traumatico da Stress , iI Disturbo Acuto da Stress riguarda quelle reazioni simili al post-traumatico ma che du­rano meno di 1 mese e che si manifestano subito dopo l'esposizione ad un qual­che fattore di stress.

Disturbi dell'Alimentazione: Anoressia, Bulimia e le altre sindromi "alimentari" :
L'ANORESSIA MENTALE (o ANORESSIA NERVOSA) è uno dei quadri clinici più importanti, per frequenza e gravità, tra i Disordini Alimentari. Nella sua forma più grave, è relativamente rara. Colpisce circa lo 0.5 % della popolazione, ed a soffrirne è per il 95% giovani donne.
La BULIMIA NERVOSA : diversi livelli di gravità della patologia, da lieve ad estremo, contraddistinguono il quadro clinico della bulimia, patologia diffusa ed in aumento. Caratteristiche cliniche diverse rispetto al quadro dell'Anoressia, tale condizione è talora gravemente invalidante e causa di innumerevoli complicazioni anche di tipo fisico.
BINGE EATING DISORDER (o DISTURBO DI ALIMENTAZIONE INCONTROLLATA): disturbo dell'alimentazione caratterizzato da abbuffate di cibo ma con caratteristiche cliniche diverse rispetto al quadro della Bulimia. Spesso è presente comorbilità con Disturbi dell'umore (depressione) e/o Disturbi della Personalità.
NIGHT EATING DISORDER: Quadro clinico non universalmente riconosciuto, presumibilmente una variante "notturna" del più diffuso Disturbo da alimentazione incontrollata (Binge Eating).

 
 


mercoledì 16 gennaio 2019

Su: Alleanza terapeutica

L’alleanza terapeutica non è solo un fattore che predice il buon esito di qualsiasi esperienza di psicoterapia. 

Leggi anche: "Rapporto medico - paziente" e "Il colloquio psichiatrico"




Secondo le linee guida per la psicoterapia dei disturbi dell’adulto che conseguono a esperienze traumatiche cumulative durante lo sviluppo della personalità, l’alleanza terapeutica può costituire una priorità assoluta per evitare lo stallo del trattamento o l’abbandono prematuro da parte del paziente.

Questo libro ne propone una visione originale, basata sulla teoria cognitivo-evoluzionista dei sistemi motivazionali.

Al centro dell’attenzione sono le pratiche cliniche concrete che permettono di costruire una valida alleanza terapeutica fin dalle prime sedute e di ripristinarla dopo le crisi a cui va inevitabilmente incontro nel corso del trattamento dei disturbi più complessi.

Lo psicoterapeuta esperto potrà così confrontare teoria e pratica clinica dell’alleanza nella prospettiva cognitivo-evoluzionista con altre più tradizionali, mentre lo psicoterapeuta all’inizio della professione potrà acquisire in modo dettagliato le necessarie abilità.

Conclude il volume il resoconto di una prima ricerca empirica riguardante le differenze fra la visione tradizionale e quella cognitivo-evoluzionista dell’alleanza terapeutica.


ISBN: 978-88-6030-650-0
Autore: Liotti Giovanni, Monticelli Fabio (a cura di)
Titolo: Teoria e clinica dell'alleanza terapeutica
Sottotitolo: Una prospettiva cognitivo-evoluzionista
Pagine: 228
Anno: 2014
Raffaello Cortina Editore

domenica 6 gennaio 2019

La storia di Anna O. la prima paziente della psicoanalisi

La storia di Anna O. 




"Lucy Freeman, autrice di numerosi volumi, ha da sempre dedicato al suo interesse principale, la psicoanalisi e la psichiatria, grandissima parte del suo impegno. E se di questo volume le saranno certamente grati i numerosi lettori non specialisti, non ne apprezze­ranno meno l'utilità gli psicologi e gli storici della medicina. 

Sotto la sua lente d'ingrandimento emergono via via i veri lineamenti di una famosa "paziente" conosciuta nella letteratura psicoanalitica col nome di Anna O.: Bertha Pappenheim. Un volto riacquista vivezza, viene individuata una personalità ben precisa di cui sino a ora si conoscevano solamente gli scarni elementi della breve storia clinica. 

Di lei si può dire che è stata la pietra an­golare nella formazione delle scoperte e delle teorie di Freud, che tuttavia non l'ha mai conosciuta personalmente: ne aveva solamente sentito parlare, con tutti i particolari del "caso" medico, da un suo collega e amico, Josef Breuer, che l'aveva assistita e curata.

Ma Freud ebbe l'immediata intuizione di quello che poteva significare per la psiche umana la rivoluzionaria scoperta di Breuer e lo convinse a collaborare con lui agli Studi sull'isteria, in cui si trova appunto il famoso saggio su Anna O. In base a quelle scoperte, a cui si ag­giunsero altre esperienze e conoscenze, Freud delineò una prima ipotesi sui motivi per i quali nelle persone insorgono turbe emotive e sul modo in cui si possono guarire. 

II metodo usato da Lucy Freeman per esporre questa appassionante materia è pienamente adeguato al caso della celebre paziente: l'Autrice ci conduce direttamente al capezzale delle sue sofferenze e ci presenta il suo medico, Breuer appunto, a quel tempo assai giovane ma affermato e molto ricercato negli ambienti eleganti e colti della capitale austriaca. 

Seguiamo cosí nel suo divenire la "cura con le parole": le reazioni della ragazza, straordinariamente intelligente e dotata, e i suoi curiosi sintomi isterici che ora sembrano spe­gnersi, ora riesplodono con violenza, mentre il giovane medico ne viene len­tamente catturato. Giorno dopo giorno si reca al letto della malata, fino al­l'ultima volta quando assiste, impietrito dallo sgomento, all'inatteso sbocco della' cura. E abbandona precipitosamente la sua paziente. 

Nella seconda parte del libro inaspettatamene il lettore non si trova piú dinanzi una ragazza sofferente, bensí una donna interamente dedita all'impegno in campo sociale, creatrice e direttrice a Francoforte di un centro in cui trovano rifugio le ragazze ebree piú povere istradate alla prostituzione. 

E qui Lucy Freeman ricostruisce le vicende che costituiscono la vita quotidiana di Bertha Pappenheim fino alla morte. 

Nella terza parte del libro, infine, l'Autrice prova a spiegare le ragioni per cui la ragazza isterica di un tempo si è tra­sformata in una filantropica e attiva femminista e sostenitrice di riforme sociali, con un lavoro di scavo che è reso possibile dall'analisi puntuale condotta sui fatti e le testimonianze anche minute di questa esistenza. 

Ne risulta una biografia affascinante in cui finalmente appare non piú fram­mentato, nella sua continuità lineare lo storico "caso". E Anna O., la paziente di Breuer e Freud, ritrova tutta la concretezza della sua umanità."



Karl Menninger, M.D. - Il caso clinico di Anna O.


LUCY FREEMAN
LA STORIA DI ANNA O.

(Biografie - Epistolari)

Feltrinelli, Milano, 1979